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FIOCCANO I DEFERIMENTI: ACI SPORT HA RAGIONE, MA ASI DEVE FARE CHIAREZZA...


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Colpito un evento legato alla beneficenza verso i ragazzi non vedenti.

A rischio la disputa di un gran numero di eventi, falsati anche i campionati

 

Lo scorso fine settimana è rimbalzata tra gli appassionati regolaristi italiani la notizia dell'imminente deferimento di alcuni licenziati CSAI per aver preso parte nel mese di Marzo alla gara “100 Miglia delle Terre Gonzaghesche”. Innanzitutto, prima di addentrarci in riflessioni in merito all'accaduto, sgomberiamo il campo da equivoci: Aci Sport/CSAI ha ragione.

ACI sport è riconosciuto dalla FIA come propria “emanazione locale” sul territorio nazionale ed ACI sport ha la titolarità (leggasi monopolio), riconosciuta dalla legge (quindi dallo stato italiano) di organizzatore di competizioni automobilistiche. Può, previo accordi fra le parti, autorizzare altri soggetti ad organizzare gare dopo aver visionato ed approvato il regolamento di gara, inserendo l'evento nel CALENDARIO NAZIONALE SPORTIVO.

Tutti i titolari di licenza sportiva ACI Sport/Csai, associandosi sottoscrivono e s'impegnano a rispettare i regolamenti.

 

Una delle norme (art 125 del Regolamento Nazionale Sportivo) recita:

 

“ISCRIZIONI ALLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE: I concorrenti licenziati ACI/CSAI che si iscrivono ad una manifestazione non riconosciuta ufficialmente dalla FIA e/o dalla ACI/CSAI sono soggetti alle sanzioni previste dal CODE e dal presente RNS.”

 

Il fine della norma è chiaro e mira a tutelare i partecipanti (norme di sicurezza, esperienze organizzative,ecc,) ed i propri club organizzatori, (per evitare che dopo una serie di adempimenti burocratici costosi, lo stesso club organizzatore si ritrovi la “concorrenza” di una gara “abusiva” nello stesso week end)

 

Pertanto dal punto di vista “legale” ACI Sport/Csai ha perfettamente ragione.

 

Dal punto di vista della “consuetudine” (che a volte vale di più di una norma) però i fatti sono ben diversi.

Per chi ha frequentato anche altri “rami” dell'automobilismo sportivo (velocità,rally, slalom, ecc) quanto riportato dall'articolo 125 del RNS era ed è sacro ed inviolabile, era risaputo che chi sgarrava avrebbe pagato.

 

L'automobilismo storico, invece, è sempre apparso diverso, forse perchè gli interessi legati alla parte sportiva non sono mai stati, fino ad oggi, importanti (se non per pochissimi) come nelle competizioni di velocità in circuito e nei rally.

 

L'automobilismo storico da anni, prima ancora che ACI Sport/Csai si accorgessero della sua esistenza è da sempre stato “gestito” da ASI che grazie alla competenza acquisita negli anni dai propri associati, dirigenti e tecnici, è ben presto divenuto punto di riferimento per chiunque volesse certificare la propria vettura, tanto che la famosa “Targa Oro ASI” è ormai sinonimo di qualità quando si parla di auto storiche.

Asi però, nel tempo è uscita da questo recinto fatto di certificazioni, concorsi, mostre e raduni invadendo il campo “sportivo” di competenza di ACI.

 

I due enti sembravano perseguire i propri scopi su strade parallele, che spesso s'incrociavano, ma senza che questo generasse, almeno apparentemente, negatività nei rapporti reciproci.

 

Tutto ciò ha portato negli anni alle seguenti situazioni:

 

- Regolamenti CSAI che citavano come “documenti validi per partecipare alle gare” l'omologazione emessa da ASI;


-Delegati sportivi alle gare ACI CSAI identici (leggasi stessa persona) a quelli presenti alle gare ASI con la stessa funzione;


- Dirigenti ASI presidenti di Automobil Club Provinciali o, se preferite,  presidenti di Automobil Club Provinciali dirigenti ASI;


-Competizioni ASI con il patrocinio ACI provinciale;


-Organizzatori Asi (storici) con licenza Organizzatore CSAI che organizzano gare del campionato nazionale ASI e campionato italiano ACI Sport/CSAI;

 

-Licenziati CSAi che per anni hanno partecipato a gare ASI;


-Vincitori di Mille Miglia e Campioni Italiani di regolarità che, per anni, hanno vinto anche numerose gare ASI;

 

Insomma uno scambio di risorse importante che chiaramente “pescava” e “pesca” in un bacino d'utenza comune: l'appassionato di automobilismo.

 

E proprio l'appassionato di automobilismo storico, il famigerato uomo di strada, davanti ai tanti esempi sopra riportati per “consuetudine” ha sempre pensato che nella regolarità funzionava cosi...

 

Il punto è proprio questo: la consuetudine. Chi ha voluto rompere questo equilibrio, questo patto di non belligeranza che da anni regolava la vita del mondo legato alle autostoriche?

 

Vista cosi, appare come un'azione voluta da un burocrate che non ha analizzato i seguenti fatti:

 

  • 1) Un atto che andava a colpire un evento benefico, legato al progetto M.I.T.E. che porta ragazzi non vedenti a partecipare attivamente nel ruolo di navigatore a bordo di auto storiche.

     

    2)La gara di Marzo non era la prima a calendario ASI 2015 non inclusa nel calendario CSAI 2015;

  •  

  • 3)Si andavano a colpire i “clienti” ACI più affezionati, quelli che  già a Marzo avevano “staccato” la licenza. Tra i deferiti, infatti, non appaiono coloro i quali non avevano ancora rinnovato la licenza CSAI.

 

Insomma un'azione di marketing mal riuscita che rischia di dipingere ACI come un ente contro la solidarietà (come mai proprio la 100 Miglia del progetto M.I.T.E.? Come mai nessuna gara prima? E-forse-dopo?) e contro chi ha tra le proprie priorità il rinnovo del tesseramento, tanto che a Marzo è già in regola con i propri adempimenti.

 

Ora, premesso che ACI Sport/CSAI ha agito formalmente secondo quanto previsto dai suoi regolamenti, è indispensabile che a difesa dei propri associati scenda in campo ASI.

L'ente piemontese deve far chiarezza pena l'inevitabile fine dei propri eventi regolaristici. Se vi è la volontà di stilare un accordo da entrambe le parti, generando una convenzione sul calendario manifestazioni ASI, quest'azione va messa in agenda a brevissimo termine.

Molti appassionati stanno già pensando di dire addio alla licenza ACI Sport/CSAI e partecipare ai soli eventi ASI, ma la storia ha già insegnato che nel caso in cui la guerra tra i due enti si inasprisse i prossimi a farne le spese saranno i CLUB organizzatori ASI, con le inevitabili denunce che partirebbero in quanto, in Italia, solo ACI Sport /CSAI può organizzare eventi di automobilismo sportivo (oltre agli enti nazionali riconosciuti CONI che abbiano attivato una convenzione con ACI Sport/Csai)

 

ASI quindi si muova rapidamente nell'interesse dei propri associati e faccia chiarezza indicando se ritiene indispensabile che sotto la sua egida si svolgano competizioni di regolarità o meno.

 

Nel frattempo, visti gli sviluppi non del tutto chiari è bene sottolineare che, dopo l'annullamento del Trofeo Rolando D'Amore la stagione ACI Sport/ CSAI non prevede gare a calendario fino a settembre, pertanto i partecipanti a tutti gli eventi in programma ad agosto sono passibili di deferimento cosi come chi parteciperà ai prossimi eventi ASI.

 

A rischio anche la classifica del Criterium delle Alpi che avrebbe vissuto con la prossima Ruota d'Oro Storica un altro capitolo dell'avvincente battaglia al vertice. Chi parteciperà con il rischio di deferimento?

 

Solo il tempo ci darà tutte le risposte ma, per aiutare la riflessione ecco le dichiarazioni del presidente ACI riportate dall'agenzia Ansa alla vigilia della Coppa D'oro delle Dolomiti, in merito al futuro dell'automobilismo storico in Italia:

 

 

..."ACI Storico - aggiunge Sticchi Damiani - nasce perché l’Aci ha compiuto 110 anni e ha un archivio importante consultabile online gratuitamente. A noi piace avere questo ruolo di sostegno nei confronti dei collezionisti. A loro forniamo consulenze gratuite. Crediamo che il periodo dei monopoli sia terminato e che in una fase di nostra distrazione siano cresciute alcune realtà che sono state sovradimensionate per motivi di convenienza da parte di coloro che iscrivendosi al nostro club avrebbero avuto vantaggi fiscali. Al momento noi non diamo alcun vantaggio fiscale e non è questo il nostro obiettivo. Noi siamo per la chiarezza e per sostenere e promuovere le auto storiche. Le auto vecchie sono un’altra cosa"....

 

 

 

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