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SE NE VA IL PATRON DEL JOLLY CLUB ROBERTO ANGIOLINI


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Il Jolly incentivò la pratica sportiva nel secondo dopoguerra a partire dalle gare di regolarità.

 

 

Roberto Angiolini prende le redini, insieme alla mamma Renata della Scuderia Jolly Club nel 1966, dopo la morte del padre Mario.

La compagine milanese, creata nel 1957 dal padre Mario Angiolini, grazie agli appoggi di alcuni sponsor riuscì fin da subito a far correre piloti del calibro di Andrea de Adamich, Ignazio Giunti e Arturo Merzario.

Non tutti sanno che il Jolly Club ebbe un ruolo fondamentale nella ripresa del Motorsport Italiano nel secondo dopoguerra e molti di dei soci, oltre a partecipare alle competizioni in salita, erano impegnati in gare di regolarità.

In seguito la regolarità mutò trasformandosi in rally e fu proprio da qui che arrivarono i maggiori successi ed in seguito l'esplosione del Jolly Club targato Roberto Angiolini.

 

Un nome legato al “Jolly” è quello di Sandro Munari, che dopo alcune gara a bordo di una Alfa Romeo Giulia Ti, conquista il titolo europeo rally nel 1973 su Lancia Stratos, prima di passare alla squadra ufficiale Lancia.

In seguito, grazie ad una forte partnership con Lancia, il Jolly Club portò in gara tante delle mitiche vetture della squadra torinese: dopo Fulvia e Stratos, non mancarono di conquistare rally e titoli, sia nazionali che internazionali la Rally 037 e Delta S4 del Gruppo B, sino alle varie versioni da corsa della Delta (dalla HF 4WD alla HF Integrale Evoluzione).

Come non dimenticare le livree del Jolly Club sempre colorate con gusto da sponsor importanti:

Totip, Fina, Martini e Rossi e Repsol.

Fu proprio con i colori Totip e Repsol che il Jolly Club sostituì per 2 stagioni la squadra ufficiale Lancia dopo il ritiro della casa dai rally.

Al timone del team si sono alternati i migliori direttori sportivi italiani, come Alberto Redaelli, Enrico Vago, Emilio Colzani e Andrea Muller, ma uno dei nomi più famosi e vincenti, risponde al nome di Claudio Bortoletto.

E i piloti? Ecco alcuni dei nomi che hanno riempito pagine di storia dei rally con le livree Jolly Club: Sandro Munari, "Miki" Biasion, Adartico Vudafieri, Tonino Tognana, Dario Cerrato,Michele Rayneri, Andrea Zanussi, Alessandro Fiorio, Gustavo Trelles, Walter Röhrl, Philippe Bugalski e molti altri.

La potenza del Jolly Club, la scuderia più vincente della storia e con una struttura che aveva club affiliati in tutto il mondo ha contato più di 40.000 soci in cinquant'anni. Anche in Italia furono molti le scuderie locali collegate al “Jolly Club”, tanto da fregiarsi della parola “Jolly” accanto al proprio, come Ateneo Jolly, Vaemenia Jolly, Jolly Moto, Junior Jolly, Nord Jolly mentre altre rappresentavano sedi periferiche sia nazionali che internazionali: Piave Jolly, Jolly Montevarchi, Jolly Cesena, Jolly Bergamo, Jolly San Marino, Jolly Club Svizzera, Jolly Club GB, Jolly Espana, Jolly Brasile, Jolly Usa.

 

Con Roberto Angiolini, colpito da un nemico invisibile, se ne va la testimonianza e la memoria di gran parte della storia dell'automobilismo sportivo italiano.